A
seguito degli intensi eventi meteorici dell’inverno 2000,
un esteso tratto di versante in Loc. Costagiutta nel Comune
di Mignanego (GE) è franato verso il torrente di fondo
valle. Il movimento franoso ha interessato la coltre superficiale,
costituita da una formazione affiorante denominata Argilliti
di Mignanego, particolarmente scadente dal punto di vista delle
caratteristiche geotecniche.
L’area interessata dal fenomeno aveva un’estensione
di circa 40 metri di larghezza, con uno sviluppo inclinato di
circa 90 metri, per una superficie totale di circa 3.600 mq.
Per
la sistemazione della frana si è scelto di utilizzare
una combinazione di tecniche tradizionali in calcestruzzo armato
e di tecniche collegate all’ingegneria naturalistica.
In una zona caratterizzata da versanti acclivi e in presenza
di dissesti spondali di ampie proporzioni con deposito di materiale
sciolto al piede della frana lungo l’asta torrentizia,
si è ritenuto opportuno provvedere a realizzare un’opera
trasversale di tenuta costituita da una briglia in calcestruzzo
armato larga 15 metri con la duplice funzione di contenere a
tergo il materiale franato in alveo evitando il trasporto solido
verso valle e di stabilizzare localmente i versanti in frana
creando un effetto di puntellamento al piede delle pendici.
Per evitare indesiderati effetti di scalzamento della fondazione
della briglia, è stata realizzata una controbriglia di
valle, posta in una zona di restringimento naturale dell’alveo
del rio Casà.
Nella zona mediana del versante, dove si è depositato
gran parte del materiale franato dalla nicchia superiore, si
è prevista la realizzazione di una terra rinforzata con
geogriglie ENKAGRID®
PRO 90 fondata su un doppio cordolo in c.a. con
micropali e ancoraggi attivi.
La struttura di fondazione della terra rinforzata ha il compito
di placcare il fronte franoso e garantire la stabilità
fondazionale dell’opera di sostegno, oltre che di bloccare
il movimento del materiale lapideo sciolto sul versante e contenere
il materiale di reinterro a tergo del manufatto. La terra rinforzata
costituisce un’opera di sostegno economica e ad elevato
inserimento ambientale.
Dietro alla terra rinforzata è stato posizionato un geocomposito
ENKADRAIN® per la captazione e il drenaggio
delle acque di infiltrazione a monte del rilevato, collegato
con tubi collettori passanti ad una trincea drenante posta immediatamente
a valle dell’opera. Da questa trincea, con profondità
di circa 4 metri, l’acqua viene quindi convogliata con
un’apposita tubazione, disposta lateralmente all’area
di sistemazione, direttamente in alveo.
La sistemazione finale è consistita nell’alleggerimento
del versante con mezzi meccanici, in una idrosemina superficiale
e nella successiva posa di una geostuoia ENKAMAT®
intasata a mano in terreno vegetale, per il controllo dell’erosione
dovuta al ruscellamento superficiale delle acque meteoriche
sul pendio denudato.
Successivamente, si è disposta una biostuoia biodegradabile
in juta e sono state piantumate specie radicanti (salice) disposte
a pettine, con l’obiettivo di realizzare dei corsi orizzontali
ad intervallo di circa 2,50 metri.
In
una situazione come quella descritta, l’integrazione di
tecniche tradizionali con l’uso di soluzioni di ingegneria
naturalistica, come le terre rinforzate, le geostuoie antierosione,
l’idrosemina, la piantumazione di specie a radicazione
profonda, ha permesso di ottenere una sistemazione sicura, di
costo compatibile con i finanziamenti disponibili, con un inserimento
ottimale nel paesaggio circostante.
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