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Intervista al Prof. Ing. Riccardo Berardi, Università di Genova

 

prof. berardi
Prof. Ing. Riccardo Berardi
Professore Associato di Ingegneria Geotecnica

Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica
Università di Genova
 

Prof. Berardi, può illustrarci quale è il comportamento delle opere in terra rinforzata rispetto ad un evento sismico?

Le opere in terra rinforzata, ed in particolare i muri, sono caratterizzate da flessibilità costruttiva, comportamento “monolitico” ma deformabile ed elevata interazione tra terreno e geosintetico di rinforzo. Questo avviene sia in condizioni statiche che in occasione di eventi sismici, anche intensi.


Proprio in relazione a queste ultime condizioni, le peculiarità sopra richiamate permettono:

di variare disposizione, caratteristiche geometriche e caratteristiche meccaniche dei rinforzi al fine di ottimizzare la risposta dell’opera e soddisfare le condizioni di sicurezza nelle zone maggiormente sollecitate
di assorbire spostamenti assoluti e differenziali anche significativi, con minimi interventi di ripristino
di mantenere la rigidezza di insieme del terreno durante l’evento sismico, con una azione di confinamento esercitata dalla presenza dei rinforzi disposti lungo lo sviluppo verticale del muro
 


In presenza di azione sismica, un significativo miglioramento delle prestazioni dell’opera sembra potersi raggiungere adottando paramenti esterni (“facing”) rigidi o segmentati, ai quali connettere gli elementi di rinforzo.

Complessivamente, anche in base ad esperienze già acquisite, la risposta all’azione sismica è molto soddisfacente, anche se è necessario osservare che la configurazione geometrica dell’opera (e quindi il rapporto altezza/lunghezza dei rinforzi) può essere differente da quella usualmente adottata in condizioni di carichi statici.


Quali sono i vantaggi di tali opere rispetto a quelle rigide in cemento armato?

La progettazione di opere di sostegno in c.a. sottoposte a sisma avviene, in generale, ricorrendo ad approcci pseudo-statici. Gli stessi approcci possono essere adottati, con le opportune modifiche ed integrazioni, per muri in terra rinforzata.

Analisi svolte in tale direzione, riferendosi a casi confrontabili (muri in c.a. dotati di suola posteriore, per la realizzazione di riempimenti), indicano possibili problemi di stabilità per i muri in c.a., con eventuale necessario ricorso a fondazioni su pali e maggiori oneri.

Riferendosi al problema degli spostamenti, non valutabili con approcci pseudo-statici, si è già accennato alla notevole capacità dei muri rinforzati a sopportare gli stessi. Un caso documentato in letteratura, riferito al terremoto di Hanshin in Giappone (1995, Magnitudo 7.2), indica uno spostamento orizzontale differenziale massimo di soli 45 mm (su 260) tra due muri adiacenti, uno in c.a. su pali e l’altro con geogriglie di rinforzo.

Sempre durante tale sisma, molti muri a gravità ed in c.a., di altezze variabili tra 3 e 5 m, anche progettati nel rispetto delle locali norme sismiche, collassarono, a differenza di analoghi muri in terra rinforzata.


Per concludere le chiediamo se esistono delle esperienze documentate e di esprimere il suo parere in merito.

Esistono in letteratura alcuni esempi ben documentati del comportamento all’azione sismica di muri in terra rinforzata. Alcuni ne riportano la buona riposta, altri indicano possibili carenze progettuali, con indicazioni su dove intervenire in tale sede, soprattutto in termini di disposizione geometrica e di caratteristiche meccaniche dei rinforzi.
Data la particolare natura delle sollecitazioni a cui le opere sono soggette, la disposizione dei rinforzi risulta meno “standardizzata” rispetto ai casi statici, e quindi più suscettibile di approfondimenti ad analisi.

A tal proposito, si deve rimarcare che si dovrebbe affrontare con maggiore forza l’aspetto normativo, tuttora estremamente carente.

Ove le esperienze tecnico-progettuale, costruttiva e normativa sono maggiormente sviluppate, più numerose sono le esperienze documentate di eccellenti comportamenti delle opere in terra rinforzata.
In Giappone, ad esempio, una particolare tecnica costruttiva per muri rinforzati, rappresenta la principale soluzione progettuale adottata dall’Ente Ferroviario Nazionale per rilevati di altezza circa 5 m.



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