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Il
prodotto finito viene applicato, pennellato, frattazzato o lucidato
a seconda del tipo di esecuzione desiderata ed immediatamente
si avvia una reazione chimica tra l’idrossido di calce (grassello)
e l’anidride carbonica presente nell’aria.
L’idrossido si trasforma dinuovo in carbonato di calcio
creando corpo unico con l’intonaco di sottofondo, realizzando
così una superficie estremamente resistente.
Il grassello di calce ritornerà quindi ad essere quella
materia tenace che avevamo sottratto all’ambiente:
la pietra.
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Questo processo finale, che ha inizio immediatamente dopo l’applicazione,
perdura e si consolida nel tempo. Infatti la finitura a contatto
con l’anidride carbonica presente nell’aria, avvia
il processo di carbonatazione.
Più il tempo passa più la finitura acquista le caratteristiche
desiderate.
Per ottenere 100 kg di calce “carbonatata” cioè
il carbonato di calcio che avevamo all’inizio del ciclo,
occorrono 63 kg di idrossido di calcio (grassello) e ben 37 kg
di anidride carbonica (l’anidride carbonica è presente
nell’aria solo per lo 0,03% in volume).
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