 |
|
In
età più moderna i fenici scoprirono la calce
spenta, un legante aereo che induriva se esposto all’aria.
In seguito, mescolando la calce con la polvere
dei mattoni di argilla e con sabbie vulcaniche, ottennero il primo
legante idraulico capace di indurire anche in presenza di acqua.
Durante l’impero romano la calce fu ampiamente
utilizzata come materiale da costruzione ed ancora oggi possiamo
trovare monumenti ed opere in ottimo stato strutturale proprio
grazie alle caratteristiche costruttive di questo fantastico materiale.
Vitruvio, architetto e trattatista romano ampiamente nominato
da chi analizza la storia dei materiali da costruzione, vissuto
tra l’età di Cesare ed i primi anni del regno di
Augusto, nei suoi trattati dedicava ampi spazi alla calce
ed al suo utilizzo nelle opere pubbliche e private. Nel Medioevo
e soprattutto nel Rinascimento i suoi scritti furono un fondamentale
riferimento per tutti gli architetti. |
|
Certamente alcune migliaia di anni fa non si potevano conoscere
i principi chimico-fisici che causavano gli effetti desiderati,
quindi l’esperienza sul cantiere era l’unica fonte
di sapere gelosamente custodita dagli artigiani.
Oggi la comprensione di questi fenomeni è ben nota e dimostrata,
ma non può, o meglio non deve, rimanere un’interessante
e dimostrata teoria.

|