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la prima pittura silossanica fotocatalitica



La tecnologia fotochimica applicata alle pitture in edilizia

Nasce dall’esigenza di contribuire ad un ambiente più pulito, con dei prodotti di protezione e decorazione del paramento murario, che mantengono nel contempo quelle garanzie di estetica e durabilità proprie delle finiture per esterno utilizzate sia nelle nuove costruzioni che nella conservazione del patrimonio edilizio esistente.

I laboratori di ricerca & sviluppo sandtex hanno applicato la tecnologia della fotocatalisi eterogenea alla formulazione di prodotti vernicianti all’acqua per esterno, inserendo nella struttura del prodotto un semiconduttore in grado di agire mediante irraggiamento UV da fotocatalizzatore di ossidazione degli inquinanti presenti in atmosfera che potevano venire assorbiti sulla superficie del rivestimento, quali: biossido di azoto, formaldeide, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e particolato atmosferico.
 
Esempi di disgregazione di sostanze inquinanti

Molecole organiche decomposte a CO2 + H2O
NOx decomposti a Ca (NO3)2
SOx decomposti a Ca SO4
Cl decomposti a Ca Cl2

che significa:

le molecole organiche vengono decomposte in
anidride carbonica + acqua

i composti organici azotati vengono decomposti a
nitrato di calcio

i composti organici solforati vengono decomposti a
solfato di calcio

i composti oragnici clorurati vengono decomposti a
cloruro di calcio



Come funziona

meccanismo di attivazione fotocatalisi
L’assorbimento di energia luminosa comporta un salto energetico nel semiconduttore che produce un’ossidazione o una riduzione delle specie chimiche assorbite sulla superficie.



Esempio di meccanismo di fotocatalisi riferito agli NOx

meccanismo di fotocatalisi NOx
L’energia viene catturata dalla luce del sole per neutralizzare le sostanze inquinanti.
Le particelle del fotocatalizzatore assorbono energia dagli UV durante il giorno.
Gli ossidi di azoto assorbiti sulla superficie vengono convertiti in acido nitrico, l’acido poi reagisce con il carbonato di calcio, trasformando gli NOx in nitrato di calcio, rilasciando CO2 ed acqua.


Cosa si ottiene

Si ottiene la degradazione dei più importanti inquinanti atmosferici in contatto con la superficie del rivestimento fotocatalitico mediante loro ossidazione.
Le molecole ossidate infatti sono di gran lunga meno pericolose di quelle iniziali in quanto generalmente mostrano caratteristiche tossicologiche trascurabili rispetto alle specie di partenza.
I principali inquinanti quali il biossido di azoto, la formaldeide, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, vengono quindi degradati a composti che non costituiscono problemi per l’ambiente.
 
  Come si attiva

Il principale attivatore dell’effetto è un particolare formulato che utilizza oltre a sistemi leganti e pigmenti che non inibiscano la reazione, un semiconduttore con una struttura nanocristallina (intorno ai 20 nm) molto diversa da tutti quelli normalmente usati nelle preparazioni di pitture e rivestimenti.


Nella figura sotto si può vedere la proiezione sul piano, delle dimensioni delle particelle primarie di un normale pigmento per pitture a base di titanio in confronto a quelle di un cristallo fotoattivo.

confronto dimensioni particelle di pigmenti per pitture

Risulta evidente dalle dimensioni relative il numero enorme (> 1.000.000) di cristalli fotoattivi contenuti in un µm di superficie di film di pittura applicata.
Ne consegue che la superficie fotoattiva dovuta alle nanoparticelle primarie è enorme, almeno 1 milione di volte superiore a quella delle particelle di un normale pigmento utilizzato nella stessa concentrazione.


particolare delle particelle del fotocatalizzatore


Quanto dura

La reazione fotocatalitica si esaurisce solo se il film di pittura dovesse essere asportato oppure se si esaurisce per normale consunzione negli anni.


Funziona sempre

Sì in presenza di raggi UV. Non può funzionare all’interno o in galleria se non illuminata con lampade UV.


Quali sono i vantaggi

I principali vantaggi sono riassumibili in:
antinquinamento
antisporcamento
I vantaggi visibili consistono nel fatto che le superfici trattate mantengono una straordinaria brillanza e la capacità di autopulirsi nel tempo.


Dove finiscono i sottoprodotti
frutto della fotocatalisi?


Diventano comuni sali inorganici, nitrati, solfati e carbonati di calcio, che vengono naturalmente dilavati dall’acqua piovana, lasciando la superficie pulita.
 


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