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seic verde pensile verde pensile: no al monostrato


Giardini pensili, la parola all'esperto: indice


Perché è meglio non utilizzare il monostrato negli inverdimenti pensili?


Nella tecnica per la realizzazione di coperture a verde pensile sono utilizzate delle stratificazioni che si riferiscono fondamentalmente a due tipologie: il multistrato (o triplo strato) e il monostrato.

Nel primo sono presenti tre elementi ben differenziati: strato drenante, strato filtrante e substrato di vegetazione; nel secondo è presente solo il substrato di vegetazione, direttamente appoggiato sull'impermeabilizzazione antiradice mediante interposizione di uno strato di separazione e di protezione meccanica.

Sul multistrato, diffusamente applicato con successo, non è il caso di soffermarsi.

E' importante, invece, rilevare alcuni aspetti che riguardano l'applicazione del monostrato.
In questo tutte le funzioni e le componenti necessarie per l'adeguato sviluppo della vegetazione, il drenaggio, il filtraggio e il substrato di vegetazione, sono demandate ad un unico elemento costituito da pochi centimetri di substrato (normalmente da 4-5 fino a 10-12 cm) sui quali viene insediata quasi esclusivamente vegetazione a Sedum.

Questa soluzione è nata, ed è talvolta applicata, nei paesi dell'Europa centrale come soluzione a basso peso e a basso costo in concorrenza con il multistrato. Tale impiego è da sempre oggetto di discussione e di polemiche perchè, anche in questi paesi, i risultati sono spesso deludenti, ma trova in ogni caso estimatori perché i costi e la facilità di posa sono sicuramente interessanti, in confronto ad altre soluzioni più articolate.

Nei nostri climi questa soluzione non dovrebbe essere applicata. Mentre nel centro Europa le condizioni climatiche sono talvolta tali da permettere, almeno localmente, un qualche sviluppo alla vegetazione, nei nostri climi questo sistema può dare dei seri problemi, specie se applicato in bassi spessori.

Contro l'uso del monostrato nelle coperture a verde pensile sono, però, anche all'estero, arrivati i risultati di alcuni studi e ricerche, recentemente presentati in occasione di un convegno internazionale.
E' stato verificato come la mancanza di uno strato drenante, che svolge anche le importanti funzioni d'aerazione degli apparati radicali, porti, nel tempo, ad un consistente accumulo di sostanza organica, prodotta dalla vegetazione. La sostanza organica non viene decomposta adeguatamente dalla microflora e microfauna che non trova adeguate condizioni di sviluppo nel substrato a causa dell'insufficiente presenza e circolazione d'aria. Al contrario, invece, è stato constatato che nei sistemi multistrato il processo di decomposizione si sviluppa in modo adeguato.

L'accumulo di sostanza organica non sufficientemente decomposta porta, in pochi anni, a due risultati: il peso della stratificazione aumenta anche in modo considerevole e, soprattutto, il Ph tende a scendere a valori anche inferiori a 5, creando condizioni di vita inadeguate per la vegetazione.




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