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substrato per coperture a verde |
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Giardini pensili, la
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Il
substrato per giardini pensili
Uno degli argomenti di più ostica comprensione o, spesso, di
“accettazione” da parte di coloro che si avvicinano per
la prima volta alla tecnologia per il verde pensile,
è quello che riguarda l’impiego dei substrati specializzati.
Abituati a vedere crescere le piante a terra su suolo normale si ritiene,
erroneamente, che la normale “terra”, (o terra vegetale,
terreno di scotico, terra da giardino, terra di riporto, terra di campagna
come spesso viene definita…chi più ne ha più ne
metta!) sia indicata anche per coltivare e consentire la della vegetazione
in sistemi per verde pensile.
Non vi è nulla di più errato. Nei giardini pensili
è necessario ed indispensabile utilizzare unicamente “substrati”
(così devono essere definiti) specificatamente prodotti per questo
impiego.
E’ sufficiente osservare quale sia il risultato di inverdimenti
pensili realizzati con “terra normale” per rendersi conto
a medio o lungo termina, ma spesso anche a breve termine, quali siano
i problemi legati all’erroneo utilizzo di questo materiale: sulla
superficie del terreno si formano ristagni idrici, e le superfici, in
generale, presentano problemi di drenaggio, l’accrescimento della
vegetazione è stentato, le piante si presentano affette da malattie,
specialmente all’apparato radicale. La situazione è più
o meno evidente e compare in tempi più meno lunghi in funzione
delle caratteristiche, soprattutto fisiche, della “terra”
utilizzata. Nel migliore dei casi possono passare anche alcuni anni,
prima che i sintomi si evidenzino, ma prima o poi i problemi vengono
alla luce, e si rende necessario il rifacimento della stratificazione.
Nelle coperture a verde, come è logico comprendere,
non è possibile effettuare gli interventi di manutenzione che
normalmente si eseguono a terra: erpicature, arature, sabbiature, arieggiature
eccetera, gli spessori adottati sono frequentemente ridotti, il substrato
di vegetazione deve quindi presentare delle caratteristiche idonee che
si mantengano invariate per lungo tempo e non deve contenere, come invece
avviene per la “terra normale”, frazioni granulometriche
con diametro inferiore 0.002 mm (componenti argillosi) per l’intensivo
e inferiori a mm 0.06 (componenti limose + argillose) per l’estensivo.
In caso contrario gli spessori di materiale usato vanno incontro a compattamento
e conseguente perdita della capacità drenante, ciò porta
ad asfissia dell’apparato radicale, sbilancio nel rapporto aria/acqua,
peso elevato in massima saturazione idrica, scompensi nella disponibilità
di sostanze nutritive e sviluppo di patologie.
Le “doti” che un buon substrato per verde pensile
deve presentare si possono sintetizzare nelle seguenti caratteristiche:
• peso ridotto anche a massima saturazione idrica
• elevata capacità drenante a massima saturazione idrica
• bilanciato rapporto aria/acqua a massima saturazione idrica
• buona capacità di ritenzione idrica
• struttura fisica e chimica stabile nel tempo
• ottima resistenza al gelo
• ridotto e prevedibile compattamento nel tempo
• assenza di semi di specie infestanti
• non consentire la formazione di fango a massima saturazione
idrica e durante eventi meteorici
Si può comprendere come la “terra normale”, per quanto
di buona qualità, non possa fornire contemporaneamente e in misura
definita tutte queste prestazioni.
Solo substrati specificatamente prodotti possono rispondere a queste
richieste.
Le caratteristiche dei substrati per verde pensile
sono dettagliatamente descritte in apposite normative di settore che
definiscono, oltre alle curve granulometriche da impiegare, anche tutti
i valori chimici e fisici ai quali le prestazioni del materiale debbano
rispondere.
Attualmente vengono applicate le note direttive germaniche dell’FLL,
in attesa che entri in vigore la norma italiana UNI di settore “Codice
di pratica per la progettazione, esecuzione, collaudo e manutenzione
per le coperture continue a verde".
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